In difesa della sanità pubblica,  di una scuola pubblica e laica,  dei senza diritti,  dei diversi,  delle regole sociali, ...  Paolo Sarti  Sì,  fa la differenza!

 Paolo Sarti

Paolo Sarti
candidato consigliere regionale nella lista
Sì - Toscana a Sinistra
(Circoscrizione di Firenze)





il 31 maggio 2015

Facsimile scheda elettorale
(Circoscrizione di Firenze)



  • Un servizio sanitario di qualità

    No ai ticket più alti d’Italia, all’accorpamento delle ASL a scapito dell’efficienza dei servizi, agli appalti al privato e alla riduzione del personale che abbassano la qualità della sanità pubblica toscana.
    Dobbiamo invece dire Sì alla sanità pubblica: proteggerla e potenziarla perché rimanga efficace, garantita a tutti, vicina al territorio, appropriata negli interventi, e perché sappia valorizzare le professionalità presenti al suo interno, curando il malato prima della malattia.

  • Una scuola pubblica e laica

    La scuola è il futuro di ogni Paese perché contribuisce in modo essenziale alla formazione dei suoi futuri cittadini.
    Dobbiamo restituire autorevolezza alla nostra scuola pubblica, svilita da anni di abbandono, di riforme prive di senso pedagogico, di tagli e fughe sul privato che ne hanno minacciato l’universalità. E al personale scolastico, ormai avvilito, sfruttato e demotivato, va restituita la sua dignità.

  • Garantire i diritti, rispettare le diversità

    È in atto una guerra quotidiana contro le donne, gli omosessuali, i “diversi”. I semi dell’intolleranza e del machismo sono sparsi ovunque nella società: nella famiglia, nella scuola, nei mass media.
    Occorre promuovere una cultura del rispetto, unica vera e duratura forma di prevenzione della violenza. Ma occorre anche impegnarsi per una garanzia laica dei diritti, per le unioni civili, i diritti del fine vita, i matrimoni omosessuali.

  • Governare l’immigrazione

    Un fenomeno che impone di essere gestito oltre l’emergenza, riuscendo a coglierne anche le potenzialità.
    Per il rispetto che dobbiamo ad ogni essere umano, e perché le politiche della paura hanno dimostrato tutto il loro fallimento, apriamo canali umanitari con vie legali d’accesso al nostro territorio, protette e condivise da tutta Europa.

 Paolo Sarti

PAOLO SARTI   (FIRENZE, 12/09/1949)

Pediatra da molti anni, lavora da sempre nel servizio pubblico, di cui è convinto sostenitore e appassionato difensore.

"La crescita in salute dei bambini non dipende solo dalla cura e della prevenzione delle malattie: una buona scuola e dei genitori autorevoli e consapevoli sono requisiti essenziali".

Per questo un’ampia fetta della sua attività è stata sempre dedicata al sostegno delle famiglie, alla ricerca di un ruolo genitoriale efficace.

E poi nei nidi e nella scuola dell’infanzia, perché questi spazi diventassero sempre più luoghi di crescita delle potenzialità del bambino, e non degli sterili parcheggi.

Nelle scuole, con i ragazzi più grandi, è andato a parlare di sessualità e affettività, per aiutarli a crescere nel rispetto delle relazioni e delle differenze.

Un tema che gli è sempre stato caro: la medicina per gli esclusi, per chi non riesce o non ha diritto ad accedere ai servizi. Per molti anni è stato presidente dell’associazione Medici per i diritti Umani.

Paolo Sarti
candidato consigliere regionale nella lista
Sì - Toscana a Sinistra
(Circoscrizione di Firenze)


APPELLO URGENTE DI PAOLO HENDEL:
"VOTATE PAOLO SARTI MA SENZA ESAGERARE!"

Paolo Sarti è il pediatra dei figli e dei nipoti di molti di noi.

Perché mai gli sia venuto in mente di candidarsi alle prossime elezioni regionali, non ricordo nemmeno in quale lista, io proprio non lo so. D'altronde gli si vuole così bene a quest’uomo, e lo si stima così tanto, che saremmo qui a sostenere la sua candidatura comunque, quale che fosse la lista per cui si presenta alle elezioni. Anche se per assurdo si fosse presentato nella lista Sì - Toscana a Sinistra! Immaginatevi fin dove si può spingere l’affetto che proviamo per lui...

C’è anche, diciamoci tutto, un altro motivo personale che mi porta a sostenerne la candidatura. Paolo Sarti, come tutti i bravi pediatri, conosce bene non tanto e non soltanto i bambini di cui si prende cura ma soprattutto i genitori di quei bambini, che quasi sempre sono da curare più dei figli.

Sa bene delle mie ansie, delle mie inconfessabili debolezze di uomo, delle mie ossessioni di padre e m’ha ricattato: "Se non sostieni ufficialmente la mia candidatura racconto tutto a Novella 3000". Non è bello da parte sua, ma tant’è... Ho deciso pertanto di riassumervi qui tutti i miei tormenti di padre e tutte le mie debolezze di uomo cosicché Paolo Sarti in futuro non abbia più strumenti per ricattarmi, accidenti a lui!

Tutto inizia dalla mia condizione di "primiparo attempato" e cioè di “uomo in età non più giovane al suo primo figlio”. Tanto che la prima volta che sono andato a prendere mia figlia alla scuola materna, qualche anno fa, ho sentito la bidella che le diceva: “Guarda, oggi è venuto il nonno!”… L’età avanzata del genitore aggrava l’insorgere di patologie di tipo psicotico. Avete davanti un classico esempio di babbo completamente rincoglionito dal troppo amore per la sua creatura.

Sarti m’aveva avvertito. “Stai attento, controllati.” Non dovevo portarla a dormire nel lettone, quella prima volta, convincendo mia moglie, che per altro si fece convincere più che volentieri. Il giorno dopo quella del lettone era già diventata un’abitudine irrinunciabile. Ma non per mia figlia. Per me! Una notte mia moglie ed io abbiamo deciso di mettere in pratica gli insegnamenti del pediatra spagnolo Eduard Estivill, collega di Paolo Sarti e, credo, discepolo di Josef Mengele, il medico nazista di Auschwitz.

Estevill ha messo a punto un metodo “scientifico”, a scalare, per far uscire i piccoli dal “tunnel del lettone” e renderli indipendenti, o almeno capaci di dormire da soli. I genitori mettono il bambino a letto nella sua cameretta e, dopo una decina di minuti di scambio di affetti, escono. Dopo un secondo la creatura inizia a piangere urlando come se la scannassero.

Il metodo Estivill prevede una tabella di rientri dei genitori nella cameretta, ogni tot minuti e per tot secondi, cronometro alla mano, che vanno poi progressivamente scemando fino a che il bambino, nel giro di 3 giorni, si abitua a dormire da solo. Questo almeno è quanto garantisce Estevill… Mia moglie ed io abbiamo retto, tra i pianti disperati e le urla terrificanti di nostra figlia, fino alle 4 e 45 della prima notte, dopodiché ci abbiamo rinunciato per sempre. Fine dell’esperimento Estevill.

Una bella notte, a tre anni di età, nostra figlia s’è alzata dal lettone e zitta zitta se n’è andata nel buio a dormire da sola nel suo lettino. “E’ fatta.”, mi son detto, “Lo sapevo che ci sarebbe riuscita da sé. Brava!”. Mi sono addormentato tutto inorgoglito. Pochi secondi dopo stavo lì al buio con gli occhi sbarrati.

“E’ il primo passo,” mi son detto “pochi anni ancora e comincerà a uscire la sera con gli amici, poi la notte rincaserà sempre più tardi, di tanto in tanto non rincaserà nemmeno, poi l’università, l’Erasmus a Londra, la specializzazione a New York, o magari in Australia… Forse, qualche volta, verrà a casa per Natale… Il fidanzato neozelandese…

Quella notte ho fatto un po’ di fatica a riaddormentarmi. Ma per fortuna era solo un falso allarme. La notte dopo è iniziata una nuova fase. Da allora la piccola s’addormenta nella sua cameretta ma poi, tra le 6 e le 7 di mattina, al buio, viene nel lettone, dalla sua mamma e dal suo babbo.

Se una notte però tarda a venire, allora vado in punta dei piedi a controllare, mi assicuro che stia bene, che dorma tranquilla e serena e torno a dormire anch’io, o almeno ci provo… Finché la piccola arriva. Si distende per largo sul letto, appoggia la testa sulla mamma e mette i piedi in faccia al babbo che finalmente s’addormenta beato.

E qui mi chiedo: chi è da educare, il figlio o il genitore? Il piccolo o l’adulto? Io ci provo a educare mia figlia, ma a me chi mi educa? Aspetto che Paolo Sarti mi dia le risposte giuste e, vi confesso, la sua candidatura alle regionali mi preoccupa molto. Non vorrei che, una volta eletto, non trovasse più il tempo di occuparsi di mia figlia e, soprattutto, di me.

Quindi, per favore, non siate egoisti. Pensate a me e ai tanti genitori e nonni nelle mie condizioni. Se proprio volete votare per Paolo Sarti, fatelo! Ma senza esagerare. Così se alla fine non dovesse farcela ce lo potremo tenere tutto per noi come pediatra.

Paolo Hendel


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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2015